Giocare è invitare le stelle per un tè, cercare di perdere alla “guerra dei baci”, tirarsi calzini puzzolenti con un bambino prima di addormentarsi e dirsi seriamente “questo è l’ultimo… ora dormiamo” e poi continuare fino allo stremo. Gioia grandissima nell’anticipare quel che verrà, nel creare o anche nel distruggere (castelli di sabbia ecc), meraviglia, connessione profonda, amore, occasione per sperimentare, rischiare, sbagliare e imparare, amore per la vita!
Perché condivido pienamente la visione di chi ha scritto il manifesto.
Perché per me la giocosità è un’opportunità, una necessità, una risorsa preziosissima. Perché ho visto grande sofferenza e “povertà” dove la giocosità non era di casa.
Perché… potrei ripetere tutto il manifesto ma cito di seguito le frasi con le quali sono entrata più in risonanza:
• Quando giochi ti senti libero e al sicuro, quindi puoi esplorare il rischio, fallire e scoprire che l’errore è parte integrante della vita
• Quando giochi scopri le tue passioni e puoi allenare tutti i tipi di intelligenza: spaziale, naturalistica, musicale, logico-matematica, corporeo/cinestetica, linguistica, emotiva, intrapersonale, interpersonale, esistenziale, creativa e collaborativa.
• È il gioco stesso che ti aiuta a portare cura perché ti chiede di ascoltare e mediare i tuoi bisogni e quelli degli altri. Anche se è un gioco, le tue azioni hanno conseguenze reali: ogni cosa che fai e senti nel gioco ha effetti fisici, emotivi e relazionali, e ti offre l’opportunità di prenderti cura di te, degli altri e dell’ambiente di gioco.
• Giocare è sentirsi liberi di esplorare tutte le versioni di noi stessi.
• La giocosità non riguarda ciò che fai, ma è il modo in cui sei presente mentre giochi. La tua attitudine trasforma ciò che vivi.
• Giocare ti aiuta ad arricchire le tue relazioni, scoprire nuove possibilità di essere, generare chimica positiva e avere un impatto rigenerativo nel mondo. Quando coltivi il gioco, raccogli felicità.
